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6 aprile 2018: introdotto il nuovo articolo 570bis c.p. sulla violazione degli obblighi di assistenza familiare in caso di separazione o scioglimento del matrimonio

aprile 16, 2018 Matrimonio 0 Comment

A partire dal 6 Aprile 2018, è entrato in vigore l’art. 570 bis c.p., sulla violazione degli obblighi di assistenza familiare in caso di separazione o di scioglimento del matrimonio, frutto di un tortuoso percorso interpretativo in quanto fattispecie penale che più di ogni altra ha subito l’influenza dei continui mutamenti sociali della famiglia.
Il nuovo articolo 570 bis dispone che le pene previste dall’articolo 570 si applichino al coniuge che si sottrae all’obbligo di corresponsione di ogni tipologia di assegno dovuto in caso di scioglimento, di cessazione degli effetti civili o di nullità del matrimonio ovvero che viola gli obblighi di natura economica in materia di separazione dei coniugi e di affidamento condiviso dei figli.
La nuova disposizione ha come obiettivo quello di ampliare le tutele rispetto a quelle previste dall’articolo precedente, il quale è particolarmente limitativo in tal senso, stabilendo che le stesse pene vengano applicate nei confronti di colui che “fa mancare i mezzi di assistenza ai discendenti di età minore ovvero inabili al lavoro, agli ascendenti o al coniuge, il quale non sia separato per sua colpa“.
L’art. 570 limitava, quindi, la pena al genitore che faceva mancare i mezzi di sussistenza ai propri discendenti, generalmente ai propri figli. Ora quelle pene, come prevede lo stesso articolo 570 bis, si applicano al coniuge che si sottrae all’obbligo di corresponsione di ogni tipologia di assegno dovuto in caso di scioglimento, di cessazione degli effetti civili o di nullità del matrimonio, ovvero vìola gli obblighi di natura economica in materia di separazione dei coniugi e di affidamento condiviso dei figli.
Ora se, però, da un lato la legge è stata precisa nel delineare una situazione di tutela nei confronti delle famiglie fondate sul matrimonio; altrettanta precisione è completamente assente nei confronti delle unioni civile per le coppie omosessuali e per ciò che concerne le spese straordinarie.
Nel caso delle unioni civili per le coppie omosessuali i patti di convivenza per le coppie eterosessuali che non scelgano il matrimonio, ma sanciscano la loro unione di fronte a un avvocato o un notaio e all’ufficiale di stato civile, il legislatore no ha previsto nulla.
Nel caso di separazione il diritto al mantenimento è garantito proprio sulla base di quanto sancito nel contratto di convivenza. Ma il ministero ha però precisato che la norma che “estendeva ai genitori non sposati la possibilità di sanzione penale per la mancata corresponsione dell’assegno ai figli è ancora in vigore” e quindi va riferita anche alla nuova disposizione sull’assegno di mantenimento ed il reato e le sanzioni in caso di mancato versamento.
Per quanto riguarda, invece, le spese straordinarie, come ad esempio la palestra o il dentista, l’art. 570-bis non chiarisce se il genitore rischi di commettere reato anche qualora non versi la propria quota in materia di spese straordinarie per i figli.

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