News

Assegno di divorzio: possibile ritorno del “tenore di vita”

aprile 12, 2018 Matrimonio 0 Comment

La Corte di Cassazione ritorna a pronunciarsi sull’importante e delicata questione dell’assegno divorzile dopo la nota sentenza 11504/2017 che aveva innovato il quasi trentennale orientamento, affermando che occorre svolgere un giudizio in duplice fase: in una prima fase è necessario valutare se sussiste il diritto all’assegno (guardando soltanto all’adeguatezza dei mezzi di sussistenza degli ex coniugi) e, in una seconda ed eventuale fase, è necessario valutare ai fini del quantum anche il tenore di vita durante la vita matrimoniale
L’11 aprile, infatti, si è tenuta l’udienza pubblica delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione: nel caso di specie era stata impugnata una sentenza della Corte di Appello di Bologna che aveva negato il diritto all’assegno all’ex moglie in quanto disponeva di mezzi adeguati per il proprio sostentamento richiamando proprio la sentenza della Cassazione del 2017.
Certamente il caso era particolare: un matrimonio celebrato nel 1978 durato 27 anni dove i due coniugi avevano svolto le loro attività professionali fino a conseguire un rispettabile patrimonio. Patrimonio costruito dai coniugi durante il matrimonio ognuno con la propria attività professionale che, al momento della separazione, ammontava a circa 7 milioni di euro e che venne diviso tra i due coniugi in parti sostanzialmente uguali.
La signora ottenne dal Tribunale un assegno di circa 4.000 euro mensili che, però, la Corte di Appello ritenne non più dovuti con conseguente diritto dell’ex marito a ottenere la restituzione di quanto versato in forza della sentenza di primo grado.
Per il Procuratore Generale della Corte di Cassazione, Marcello Matera, il principio affermato dalla Cassazione con la nota sentenza 11504/2017 potrebbe essere, in astratto, condivisibile nella parte in cui ritiene che l’autosufficienza sia uno dei parametri da esaminare.
Tuttavia «qualsiasi principio secco o rigido corre il rischio di favorire una giustizia di classe»: occorre sempre guardare – specie in questa materia caratterizzata da infinite variabili – al caso concreto.
Resta da vedere quale sarà la parola definitiva del Supremo Consesso.

About admin

Leave a Comment

About Us

Studio Legale Avvocato Liana Doro
Via Trieste, 23 35121 Padova - Telefono: +39 340 9893796 – Fax: +39 049 8750274
www.avvocatolianadoro.it