Mantenimento dei figli maggiorenni: quando il diritto si interrompe!
Cassazione Civile, Sez. I, Ordinanza dell’8 aprile 2025, n. 12121.
Con l’ordinanza n. 12121 dell’08.04.2025 la Cassazione Civile, Sez. I, chiarisce che il dovere di mantenere i figli maggiorenni sussiste solo fino a quando non raggiungono l’indipendenza economica e che, tuttavia, il giudice deve verificare, con criteri di proporzionalità e buona fede, se tale condizione si realizza.
Il caso riguardava una separazione tra coniugi in cui il Tribunale di Ragusa respingeva le richieste di addebito e di mantenimento avanzate dalla moglie e revocava l’assegno di mantenimento destinato alla figlia, la quale aveva ormai raggiunto la maggiore età.
La moglie proponeva allora appello, ma la Corte di Catania ribadiva che, una volta raggiunta la maggiore età, il diritto al mantenimento cessa non solo per il raggiungimento dell’indipendenza economica da parte del figlio, ma anche quando il figlio maggiorenne sarebbe dovuto divenire economicamente indipendente secondo un comportamento diligente. In questo modo, quindi, confermava il mancato riconoscimento dell’assegno alla figlia, argomentando che la stessa, ormai ventenne, non aveva dimostrato di aver completato gli studi né di aver cercato attivamente un’occupazione.
La Cassazione, però, cassava tale sentenza di merito e rinviava la decisione alla Corte d’appello per una nuova valutazione: fermo, infatti, il principio ribadito in secondo grado, per verificare la diligenza nel comportamento del figlio si deve procedere caso per caso, in base alla condotta e alle possibilità di lavoro concretamente esistenti.
Con questa decisione si rafforza il principio per cui il supporto economico dei genitori ai figli maggiorenni non è automatico, ma dipende dalla reale condizione di autonomia di questi: condizione da valutarsi caso per caso, in virtù della loro condotta e delle concrete possibilità di lavoro, così promuovendo un equilibrio tra doveri familiari e responsabilità individuali.
