Pregiudizio per il minore: anche la dipendenza da videogiochi determina l’intervento del giudice.
Tribunale di Milano, Ordinanza 22 aprile 2025, n. 828.
Il Tribunale di Milano, con l’ordinanza n. 828 del 22.04.2025, adottava provvedimenti indifferibili a tutela di un minore che si trovava in una situazione di grave pregiudizio, causata dalla dipendenza da dispositivi elettronici e dalla decisione di isolarsi progressivamente, assumendo atteggiamenti aggressivi nei confronti della madre.
Il caso nasceva dalla richiesta di aiuto manifestata dalla madre di un minore che si trovava in condizioni psicofisiche di grande preoccupazione. La donna si era rivolta dapprima ai Servizi Sociali, segnalando che il figlio aveva un’evidente dipendenza da device e aveva interrotto il percorso scolastico, preferendo passare il tempo chiuso in casa, e successivamente si era decisa a sporgere denuncia-querela a causa degli atteggiamenti violenti che il minore assumeva verso di lei.
Tale situazione di grave pregiudizio, sia per il minore sia per la madre, imponeva l’adozione di provvedimenti indifferibili: il Tribunale, quindi, nominava un curatore speciale e disponeva l’immediata presa in carico del minore da parte dei Servizi Sociali, nonché la sua collocazione in una struttura extra-familiare adeguata, come una comunità terapeutica ed educativa, autorizzando per questo anche il ricorso all’uso della forza pubblica qualora si fosse reso necessario.
In aggiunta veniva avviato un percorso di valutazione psicologica e terapeutica del minore, con l’obiettivo di comprendere meglio le sue esigenze e favorire un percorso di recupero.
Nessuna limitazione, invece, alla responsabilità genitoriale della madre, stante la volontà di collaborare con i Servizi Sociali, i quali provvedevano altresì a regolamentare la sua relazione con il figlio, attraverso modalità protette, ma con la possibilità di un graduale ampliamento dei tempi in termini di durata e di frequenza degli incontri.
Con questa decisione si evidenzia come il giudice possa intervenire tempestivamente con i provvedimenti ritenuti di volta in volta più idonei a tutelare il minore che viva una situazione di pregiudizio, anche laddove questo sia causato da dipendenze dalla tecnologia.
